Aprile 16, 2008 a 11:26 am (1371060, racconto)
Tags: amarezza, amicizia, delusioni, tradimento
Capitolo1_illusione_
I suoi ricordi iniziano con quella campana di vetro. Fu colta dal suo campo e cadde in un sonno profondo.Si risvegliò lì.In quel vaso.Sotto quella campana trasparente.Circondata sempre dallo stesso panorama.In compagnia della stessa persona.Crebbe con lui e le sue parole.Credette a quello che diceva e a quello che faceva. Il loro era un rapporto esclusivo,unico e speciale( così l’uomo le ripeteva ogni volta che le si avvicinava). Sentì la sua disponibilità,il suo affetto,la sua presenza,la sua protezione. LE SUE PROMESSE.Poi, sempre dall’uomo apprendendo,imparò che quel legame si chiamava amicizia e loro erano amici.
Capitolo2_tradimento_
Improvvisamente un giorno il piccolo uomo disse alla rosa:”se qualcuno ama un fiore,di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle,questo basta a farlo felice quando lo guarda..ma se qualcuno lo mangia,è come se per lui a un tratto,tutte le stelle si spegnessero..”.
Dopo, la rosa sentì un battito di mani sempre più forte e poi il silenzio. Il buio. Scomparvero tutti. Anche il suo piccolo uomo. Soprattutto lui. E proprio quando i suoi petali stavano cadendo e lei non capiva.
Capitolo3_consapevolezza_
Era stato calato il sipario. L’attore che interpretava il piccolo principe si cambiò d’abito. E tornò a casa.
La piccola rosa restò sola con una lacrima,ingannata e illusa. Le avevano fatto credere che tutto quello di cui parlava il piccolo uomo era vero. Ma imparò che era solo una recita.
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Gennaio 19, 2008 a 7:27 pm (poesia)
Vorrei ..
che tu arrivassi nelle mie pieghe più profonde,nei miei lati più nascosti
Che scoprissi tutti i miei difetti e non esaltassi troppo i miei pregi
Che mi tirassi giù quando la mia mente vola troppo in alto e il mio facile entusiasmo oscura la ragione
Che tu vivessi la mia esuberanza con un sorriso sempre pronto e una battuta che l’accompagni
Che conoscessi i miei sogni e le mie paure e mi illudessi che i primi si possano realizzare e le seconde sconfiggere
Che non avessi paura di tenermi testa con tutta la tua forza
Che tu mi dicessi che mi proteggerai per sempre da tutto il male che esiste anche se so che è una bugia
Che tu mi giurassi di essere mio per sempre anche se so che il per sempre non esiste
Che tu imparassi a legger i miei occhi e ad ascoltare i miei preziosi e rari silenzi
Che tu avessi la pazienza di sopportar le mie troppe paure e le mie spesso inutili preoccupazioni
Che tu curassi la mia malinconia quando mi assale e la mia delusione sul mondo.
Vorrei che tu mi permettessi di fare tutto questo per te.

ERA PER TE…MA NON LO SAPRAI MAI.
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Gennaio 4, 2008 a 11:08 pm (diario)
Tags: dubbi, passato, ricordi, tristezza
Improvvisamente
il passato mi travolge
con le sue immagini dai colori sbiaditi
e i suoi odori di libri usati..di rugiada dopo una pioggia.
Come se non fosse tutto finito,
come se qualcosa m tenesse ancora legata
a quelle sensazioni che ritornano vivide
a quelle situazioni che mi coinvolgevano completamente.
Ricordi che con forza vogliono prendere il posto del presente.
Possibile che ho fatto male i miei conti?
O forse sbagliato nelle mie scelte?
Magari è solo paura..del nuovo ,dell’incerto
dopo tutte le ferite che non sei riuscito a riemarginare.
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Dicembre 28, 2007 a 11:56 pm (musica)
Tags: delusione, meg, realtà, sognare
_SIMBIOSI _MEG_
Sogno o realtà
Dimmi di che materia è fatta questa vita
Senza l’uno l’altra m’immagino sarebbe come un tunnel senza uscita
Come i Magi senza la cometa
Come Ulisse senza la sua curiosità
Come un piano che nessuno suonerà
Sognando ad occhi aperti vedo il mondo che vorrei
Racchiuso in un sorriso di chi non sorride mai
Se non provi a spostare l’orizzonte un po’ più in là
I sogni non coincideranno mai con la realtà
Disegno la realtà
Come fossi il genio della lampada
Mille e una possibilità
Aspettano solo che io schiocchi le dita
E che avvenga la simbiosi magica
Sognando ad occhi aperti vedo il mondo che vorrei
Racchiuso in un sorriso di chi non sorride mai
Se non provi a spostare l’orizzonte un po’ più in là
I sogni non coincideranno mai con la realtà
Un pensiero improvviso m’illumina
Come una lanterna
Non so come si sia acceso
Ma un motivo di sicuro ci sarà
Mi dico che devo tenere
I piedi ben piantati a terra
Per far radicare desideri
Che nessuno mai nessuno estirperà
Sognando ad occhi aperti vedo il mondo che vorrei
Racchiuso in un sorriso di chi non sorride mai
Se non provi a spostare l’orizzonte un po’ più in là
I sogni non coincideranno mai con la realtà

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Dicembre 21, 2007 a 11:33 pm (diario)
Tags: io, mediocrità, pensieri
A volte penso davvero che siamo solo persone mediocri.
Semplicemente.
I nostri tentativi di cambiare sono solo mere illusioni.
Se un giorno saremo convinti di avercela fatta,non avremo fatto altro che vivere al meglio la nostra mediocrità.
Come quando arrivi all’università piena di te e conscia delle tue potenzialità e ti trovi davanti molte altre persone decisamente migliori. O quando vai a fare un colloquio e prepari un curriculum:scrivi..scrivi..ma c’è sempre qualcuno che ha una lista più lunga della tua.
Certo che è proprio strano preparare un curriculum:sei lì a ricordare cosa sai fare,cosa hai imparato fino a quel momento della tua vita e soprattutto a specificare quale certificato lo afferma,dall’alto del suo presunto valore. Perchè è così,lo sappiamo tutti;se non hai un attestato,puoi essere stato anche negli Stati Uniti tanti anni e conoscere l’inglese in ogni sua sfumatura,resta sempre il fatto che magari un ragazzino con un decimo livello di Trinity ti supera.E lo dico io che ho conseguito pochi anni fa il FIRST con la Cambridge University e conosco bene l’inglese. Sempre io quest’anno farò un esame di francese all’università,il quale mi varrà come certificazione di una seconda lingua. Ebbene,se dovessi affermare nel mio C.V. che ho una buona conoscenza della lingua inglese,lo farei a cuor leggero. Ma se dovessi fare altrettanto con il francese,sarei molto a disagio perché il corso e l’esame non mi rendono sicuramente all’altezza della prestazione dichiarata. Eppure entrambe le conoscenze linguistiche corrispondono a un livello europeo B2 ed entrambe sono certificate.
In fondo,dietro alle apparenza,dietro alle carte,siamo tutte persone mediocri.
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Dicembre 20, 2007 a 11:01 pm (diario)
Tags: io, malinconia, pensieri, ricordi
Vi è mai capitato di svegliarvi la mattina e non aver voglia nemmeno di mettere la punta del naso fuori dalle coperte perché già sapete che vi aspetta un freddo gelido che vi travolgerà completamente ? Un senso di rassegnata impotenza o impotente rassegnazione che inibisce ogni vostra azione, che vi avvolge come una seconda pelle. Uno scomodo e protettivo bozzolo di farfalla.
Io ho vent’anni e mi capita spesso. E allora in questi momenti credo fermamente che qualcosa non vada.
Ho perso la voglia di combattere,la forza di volermi affermare,il diritto o forse il presunto dovere di farmi sentire. Oddio..non che io mi sia mai fatta valere in maniera diretta e sfacciata. Non ho alzato quasi mai la voce. Ora meno di prima. Ho sempre preferito mostrare il mio valore sul campo,dimostrare la mia capacità nei fatti:su quelli c’è poco da ridire..sono pieni del tuo sudore ,del tuo odore,dimostrano che hai finito,hai fatto quello che volevi o dovevi a seconda delle situazioni. Mi sono spesso rimboccata le maniche in passato. Alle superiori stavo sempre malata e quindi perennemente indietro. A volte mi sembrava che fossi a metri di distanza dalla linea bianca che segna l’inizio di una gara e partissi già indietro. Correvo,mi sforzavo fino allo stremo e mi sentivo sempre indietro.
Per fortuna io adoro correre..cioè non so correre,non conosco la tecnica né ho un mio stile. L’ultima volta che ci provai seriamente in un parco,un mio amico mi consigliò fermamente di farla finita. Con la corsa naturalmente. Però non c’è nulla di così liberatorio come una corsa improvvisa per strada con le cuffie che ti urlano nelle orecchie l’inglese dei red hot..can’t stop..can’t stop..perché è tardi,perché hai talmente tanta fretta che non guardi chi ti sta vicino e ti guarda incuriosito,perché in fondo che ti importa di chi ti osserva e pensa che tu sia una pazza? Matta da legare nei quartieri chic di Napoli.
Ma in quei momenti,a scuola,ce l’ho sempre fatta. Ho avuto grandi soddisfazioni. Mi sono diplomata con 100 e non si tratta del voto perché ,si intenda,vale ben poco nell’università,nel lavoro,nella vita;era una questione personale con me stessa. Un’autodimostrazione del mio valore. Una coppa alzata al cielo per i miei sforzi.
Sono sempre stata testarda e con una gran forza di volontà. Due modi di essere che camminano a braccetto e si sostengono l’uno con l’altro.

Ma in questi anni qualcosa è cambiato in me.
Ho perso la voce. E con essa i miei sogni.
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